Eventi

Sabato 11 maggio ore 17,30-18,30 e a seguire tutti i sabati successivi stessa ora
Progetto condiviso di sensibilizzazione

Nel momento stesso in cui ogni donna capisce il proprio valore, diventa automaticamente artefice della propria esistenza ed è in grado di produrre un cambiamento in se stessa e nella società. Come strumento per concretizzare questo progetto è stato scelto il fare a maglia o all’uncinetto, metafora di creazione e sviluppo di se stesse.

Si è dimostrato un tramite perfetto perché si tratta di una modalità creativa molto diffusa e facilmente apprendibile, che in tutti gli adulti riconnette ad immagini familiari, fa emergere ricordi e crea un’attitudine all’incontro e alla relazione.

Il progetto vuole esercitare un richiamo trasversale e coinvolgere persone di ogni estrazione sociale, provenienza culturale, religiosa e politica aggregandole che ad un obiettivo comune condiviso, realizzando quell’ideale unità, in grado di superare il separatismo, l’individualismo e il particolarismo.

Obiettivo del progetto d’arte collaborativa , prende vita a Brescia nel 2015 grazie alla genialità di cinque creative e prende il nome di Viva Vittoria, una coperta multicolore formato gigante per ricoprire un’intera piazza – piazza Vittoria – lì dove la sfida delle cinque artiste è partita: creare un’installazione collettiva – fatta di tantissimi quadrotti di maglia (non solo lana, ma anche altri filati) per dire basta alla violenza sulle donne. A brescia sono state poi venduti singoli pezzi da 100×100 al costo di € 25 ciascuno e il ricavato di € 77.000 è stato devoluto alla Dimora , una casa di accoglienza per mamme e bambini, con la finalità specifica di permettere alle donne ospiti di avviare un percorso di autosufficienza nel lavoro, nella casa e nei propri bisogni.

Ciascuna donna con il suo modulo di 50×50 da sferruzzare o da fare all’uncinetto, seguendo la fantasia e l’estro dei colori, ha potuto contribuire, con il proprio morbido tassello, ad un’opera che certamente non passa inosservata.

Il filo rosso che unisce tutte le donne esce dunque dai confini dei modi di dire e acquista la sua concretezza, in un patchwork che unisce in grande scala relazione e creatività.

Se coprire significa “prendersi cura”, i ferri e i gomitoli che escono dalle quattro mura domestiche e scendono in piazza sono un simbolo fin troppo “scoperto” per dichiarare la consapevolezza delle donne e del loro essere insieme.

Il nostro obiettivo è quello di coprire il prossimo 8 marzo 2020 una grande piazza di Roma, di altissima visibilità, piazza per la quale ancora si sta trattando con le autorità per le autorizzazioni,

Saremo le protagoniste di una denuncia forte, di alto impatto visivo ed emotivo, e con il ricavato della vendita del nostro prodotto, aiuteremo tante donne in difficoltà a riprendere in mano la loro vita.

Per il quartiere Appio Tuscolano , il punto di incontro per lavorare insieme , ma anche solo per consegnare il proprio quadrato realizzato a casa (ripeto tassativamente della misura 50×50) corredato del proprio nome e cognome, , è la gelateria caffetteria equo solidale Splash, Via Eurialo 102. , ogni sabato dalle 17,30 alle 18,30.

Se avete gomitoli di lana o di filo dimenticati in fondo ad un cassetto, portateli, li trasformeremo in speranza.

Pupetta Greco donerà la propria professionalità per guidarvi , consigliarvi, e soprattutto condividere con voi questo percorso.

Responsabile del progetto per Roma è Elisa Ticconi

https://www.vivavittoria.it/

14 maggio – 27 maggio
Smile Project
Progetto fotografico di Barbara Michelini

Smile Project.. Barbara Michelini

Ci voglio girare il mondo, è una cosa pazzesca che mi fa sentire viva, questa ricerca infinita di sorrisi.
Vedere quei volti meravigliarsi per la mia richiesta, stupirsi e divertirsi. Amo tutto questo. Ho iniziato facendo uno studio su me stessa, mi trovavo ad Amsterdam e dovevo realizzare un progetto, ma volevo veramente qualcosa di mio, che mi rappresentasse e che portasse speranza e allegria. Guardandomi intorno lo trovai.. Il sorriso.
Ma in questa vita ci può succedere di tutto, anche le cose brutte e questo ci può far scordare cosa significa sorridere. Così con il mio progetto, ho iniziato a lavorare proprio su questo, cercare di far ricordare alle persone di sorridere. Fermarle per strada e chiedere un sorriso e immortalarlo nella mia Reflex…
Non bisogna mai smettere di sorridere per nessun motivo, dobbiamo sempre fare in modo che il nostro sorriso sia un illuminazione per noi stessi e le persone che ci circondano. Non è molto, ma un sorriso fa sempre bene e quei sorrisi in quel momento li faccio nascere io e questa cosa mi fa letteralmente impazzire e riempire il cuore di gioia.. Sempre.. Smile Project

Sabato 18 maggio ore 18.00
Presentazione/incontro
FEDERICA la ragazza del lago
di Massimo Mangiapelo
con Massimo Mangiapelo e Luigi Mangiapelo

“Federica, la ragazza del lago” (Bonfirraro Editore) è un romanzo autobiografico. La vicenda narra la
storia di Federica Mangiapelo, la ragazza trovata morta il 1° novembre 2012 sulle rive del lago di
Bracciano, in località Vigna di Valle ad Anguillara Sabazia. Ad ucciderla è stato il fidanzato Marco Di
Muro, in seguito condannato in via definitiva a 14 anni di reclusione con l’accusa di omicidio volontario
aggravato. La storia ha avuto un forte risalto a livello di cronaca nazionale, sia per quanto riguarda le
emittenti televisive che per la carta stampata, ma soprattutto nel panorama dell’ampio mondo del web.
Si tratta di un romanzo autobiografico in quanto chi scrive l’opera è lo zio di primo grado di Federica. Il
papà di Federica è mio fratello. Quando ho iniziato a scrivere queste mie impressioni, l’ho fatto
soprattutto per rendere omaggio a mia nipote, una ragazza di sedici anni, nel pieno della vita, che non
meritava una fine del genere. Ma soprattutto ho voluto mettere nero su bianco quello che
personalmente ho vissuto con la perdita di questa nipote, raccontando momento per momento, dal
giorno della sua morte ad oggi, quello che ha vissuto la mia famiglia, quello che hanno vissuto mio
fratello e la mamma di Federica, mia moglie, i miei genitori, tutti gli amici che ci sono stati accanto.
Sono un giornalista professionista, con una carriera ventennale alle spalle. Ma la vicenda di mia nipote
mi ha fatto ricredere sulla serietà di questa professione che, soprattutto negli ultimi anni, è scesa alla
stregua di cicaleccio di paese. Gli “squali” dell’informazione passano sopra ogni cosa pur di raccontare,
lasciando da parte deontologia e rispetto per i sentimenti di chi soffre. Ho lasciato questa professione
dopo l’attacco indiscriminato del carrozzone mediatico subìto dalla mia famiglia soprattutto
nell’imminenza del fatto. E tutto questo lo racconto nel libro.
Premesso questo, vorrei illustrare l’impostazione dell’opera, suddivisa in due parti ben distinte. Ho
adottato i caratteri del corsivo e dello stampato per raccontare due elementi diversi.
Le parti in corsivo descrivono le mie sensazioni, i ricordi miei e degli amici di Federica, le impressioni.
Con il corsivo descrivo alcune problematiche quali la violenza sulle donne, la violenza dei mass media
che si buttano a capofitto su vicende che letteralmente devastano i diretti interessati. Racconto episodi
del passato che mettono in evidenza il carattere, anche problematico, di Federica. Ma anche la sua parte
migliore, quella di essere una donna-bambina che non aveva peli sulla lingua e si nascondeva dietro la
maschera della ribellione per combattere i problemi che aveva vissuto nell’infanzia (la separazione dei
genitori e la malattia del piccolo male, due elementi che l’avevano fatta crescere troppo in fretta rispetto
ai suoi coetanei).
Le parti in stampato, invece, rappresentano la storia, nuda e cruda, di come personalmente ho vissuto
questa esperienza drammatica. Si parte dalla telefonata di mia madre in cui mi comunica che Federica
era morta. E si prosegue, momento dopo momento, alle ore ed ai giorni successivi. Dedico molto, in
questa fase, alle prime giornate vissute ad Anguillara dopo il decesso di mia nipote, fino al giorno del
suo funerale. Poi il testo si dilunga alle fasi successive, alla vicenda giudiziaria partita male. Mi riferisco
al fatto che inizialmente era stata archiviata l’imputazione di omicidio nei confronti del fidanzato Marco
Di Muro, che inizialmente era stato indagato soltanto per omissione di soccorso ed abbandono di
incapace. Il tutto nato da un errore del medico legale che aveva eseguito l’autopsia sul corpo di Federica
e che aveva stabilito la causa di morte per miocardite.
A quel punto illustro la tenacia della mia famiglia, con l’appoggio degli avvocati, di far riaprire il caso e
di riuscire a giungere alla conclusione, grazie alle prove poi depositate presso il Tribunale di
Civitavecchia, che il fidanzato era coinvolto nella morte di Federica.
La parte giudiziaria, comunque, serve solo da corollario per far capire a chi legge come si sono svolte le
indagini. Racconto questa parte, dunque, per dovere di cronaca. Ma, torno a ripetere, quello che mi
interessa maggiormente è il lato umano della vicenda, quello che le cronache non riferiscono. E non c’è
modo migliore per far emergere questo aspetto, ossia l’aspetto umano vissuto dalla famiglia di Federica
raccontata dallo zio. E’ un’immersione dentro l’anima per cercare di far comprendere ai lettori quello
che si prova quando si vive un’esperienza così drammatica e la scia di dolore che resta viva, come una
fiamma eterna, nel ricordo di una nipote (e di una figlia nel caso dei genitori) che, nonostante la
giustizia faccia il suo corso, nessuno potrà mai ridarti.


28 maggio – 12 giugno
GUERRA E PACE
Personale fotografica di Maurizio Occhioni

Il progetto fotografico nasce così :
Ogni anno ( 22 gennaio ) c’è la celebrazione dello sbarco del 1944 Anzio /Nettuno
e ogni volta mi piace seguire questa ricorrenza a volte ci sono anche simulazioni di combattimenti , aerei dell epoca a volte solo mezzi e figuranti .
Ma l’ atmosfera che si crea con figuranti vestiti come erano in origine che simulano l evento il clima freddo di gennaio i carri e tutto il resto ti rendono un clima surreale .
Guerra e Pace perché il contrasto con la vita “normale” spezza il clima bellico triste che si crea nell’evento

Martedì 4 giugno ore 18
Alimentando a cura del dr. Leandro Ricci (biologo nutrizionista)
Terzo appuntamento

Un incontro interattivo sull’alimentqazione
- I micronutrienti: vitamine e sali minerali
- L’acqua
- Ancora focus su alcuni falsi miti, per fare chiarezza.
Incontro gratuito.

Giovedì 20 giugno ore 19-21
Eat and Speak

Apericena linguistico presso la gelateria caffetteria equo e solidale splash (zona #Colli Albani – Roma):
#APERICENA con SCAMBIO LINGUISTICO (dalle ore 19):
INGRESSO CON APERITIVO 12 € A PERSONA
➡ Piatto degustazione + 1 consumazione DRINK + SCAMBIO LINGUISTICO = € 12
VI ASPETTIAMO!!!

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