Incontro con l’autore: Maria Jatosti

Maria Jatosti, poetessa, scrittrice italiana e molto altro.
Con lei ripercorreremo la storia politica e culturale del nostro ’900.
“Sono sempre stata una comunista strana, fedele, ma poco ortodossa. Ricordo il mio primo comizio, nella campagna elettorale del 1948, davanti a duemila persone. Mi tremavano le gambe e mi mancava la voce. Poi cominciai, mi sciolsi e andò tutto bene. Seduto in prima fila c’era mio padre, ancora più emozionato di me. Nel 1968 partecipai a una grande manifestazione a Genova: c’erano la Cgil, la Cgt, i portuali. C’era la classe operaia e il Partito con le bandiere rosse. Arrivarono i “gruppettari” e ci fu uno scontro tra compagni. Andai in crisi, insultai il segretario della mia sezione perché il mio cuore stava con quei giovani scalmanati. Anche se avevo sempre rispettato la disciplina, il mio cuore stava con loro. In un mio libro parlo di quella manifestazione, che, pagina dopo pagina, diventa il G8 di Genova. L’ho fatto per Carlo Giuliani. Il mondo è cambiato, le ideologie, dicono, sono cadute, ma le idee, certi valori, certi bisogni fondamentali restano. Il bisogno di sognare, per esempio. Il bisogno di libertà, di giustizia. Come don Andrea Gallo, sono anch’io una “pessimista attiva”. Non credo nella bontà, il buonismo mi fa schifo e penso che l’uomo sia malvagio, ma mi do da fare e ho ancora tanta passione. E, anche se a volte mi sento invasa dal passato, guardo ancora in direzione della vita. “